Lo spazio effimero

Perché qui – tra pagine finte create sul video – la vita sembra diventare più vera…
E talvolta accade davvero. Quando conosci persone che abbandonano la maschera e si mostrano reali, quando con una foto od un video puoi trasportare un pezzo di vita a 800 km e condividere emozioni… Quando Skype entra a far parte della tua vita e quando ti senti coooosì social. Quando incontri la collega che ti chiede poi com’è andata con quella cosa interessante che stavi preparando. E tu ovviamente non le avevi detto nulla. E ovviamente avevi pubblicato una valanga di workinprogress…
Arte effimera, vite accessibili, emozioni reali. Io me lo ricordo però quando aspettavo una telefonata tutto il giorno e se ci penso bene in realtà lo faccio anche adesso. Solo che nel frattempo ci sono messaggi, foto, disegnini e piccoli “ci sono” non detti che arricchiscono la giornata. Me lo ricordo quante lacrime perché ero in punizione e non potevo nemmeno fidarmi a sfiorarla la cornetta del telefono… Ora al massimo mi ritrovo senza batteria e con il cavetto a casa.
Certo che, ora come allora, vanno fatte delle scelte.
Perché sono capace di spegnere il telefono mezza giornata, se voglio. E quando vado a camminare in montagna diventa più peso nello zaino che reale necessità. Stessa cosa per la piscina, mentre leggo, la sera tra amici, oppure solo per due passi tra la città che borbotta… Abbandono fili e connessioni, riprendo tempo per respirare e ritorno a cercare il punto esatto dove nascono le idee, dove essere creativi non è solo una parola ma necessità di vita, dove in una sala d’attesa possono nascere nuovi progetti in punta di matita.
E così scelgo anche il tempo per rimanere in contatto e ringrazio che vi sia questa possibilità. Perché in questo orizzonte parallelo spesso si vive con una trasparenza sconcertante, si può decidere di nascondere o mostrare ma nel tempo solo la coerenza del reale avrà forza per rimanere. E così ci si accorge che l’apparire migliori diventa banale e superfluo e che stranamente anche attraverso un video posso emozionarmi, sentirmi felice o piangere fino a non avere più lacrime… Teniamo ciò che abbiamo e godiamoci il momento, non ha senso sentirsi meno “veri” solo perché invece di affascinante carta stiamo leggendo su un luccicante iPad. Non potrei farne a meno (del tutto) di questa interconnessione accessibile, questo spazio effimero serve a vivere la realtà e a sentirla in modo più pieno.

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