Otto dicembre duemilaquattordici

Fatto in casa è più buono. Beh, dipende, magari non sono capace [ma posso imparare].

Sta tutto nella costanza e nei tentativi falliti. Invece… pam. Perfetto al primo colpo. Mi salva in un giornata fatta di impegni e corse, dove in realtà l’unica cosa che volevo era starmene a casa in pace con la mia piccola fatina e fare l’albero e tuuuuutti quegli addobbi che rendono unico il Natale. Quindi esperimento riuscito, il dolce per il compleanno è pronto!

Chissene se non è proprio un tipico dolce di compleanno, se tutti si aspettano che per me prepari le più mirabolanti meraviglie, proprio per me tiro di lungo. Mi pesa questo compleanno, mi pesano distanze e scelte ma questa è un altra storia. Non ho nemmeno il tempo per un piccolo banale decoro, così metto tutto ciò che serve in una borsone e via… bambina, dolce, Trento Doc e casa dei nonni.

Arriviamo e cambio ruolo, posso smettere di preoccuparmi di ogni cosa, torno ragazzina, ho solo un decoro da ultimare ma senza scadenze. Dopo pranzo, ci sistemiamo io e Bia sul tavolo grande, lei ha il suo spazio ed è già brava, manca un po’ di consapevolezza ma ha il senso della profondità, ottima manualità e conosce i colori, li “sente”… così come succede a me, così come non c’è altro modo di vivere il colore. Non ha molta importanza il mezzo, le tecniche si imparano e poi una o più tra tutte ti entrerà dentro e la sentirai come proseguimento di te, come se carne e sangue e nervi e pensieri ed ogni emozione potesse passare attraverso le mani.

Convogliata dal mezzo, espressa nel visibile, compresa da pochi intimi.

Quando disegno, dipingo, modello o semplicemente creo ritrovo il filo dei pensieri, metto ordine nei grovigli del cuore. Allontano la tristezza. Quando scrivo sono costretta ed essere lineare e coerente con me stessa, allontano le paranoie, ridò il giusto peso agli eventi. Faccio luce tra antichi pensieri ed accetto la realtà. Non che mi renda meno triste, ma più consapevole. Così poi ritrovo un sorriso. I sorrisi hanno grandi poteri, possono essere scudo o attacco, possono semplicemente essere un mezzo per condividere gioia e con le persone giuste possono diventare spiraglio dell’anima.

Dolcezza, sorrisi, gentilezza. C’è più forza d’animo in questi piccoli modi di essere che in tanti litigi o indifferenza. Perché sono consapevoli, non indotti, non frutto di un istinto passeggero ma sono scelta… Scelta che può essere sostenuta solo se si ha imparato a donare parte di sé senza perdersi, solo se si riesce ad accettare il rischio dell’assenza nel farsi presenza.¹

Ci provo a scegliere, non sempre ci riesco.

Abbiamo lavorato con delicatezza, Bia ha suggerito i colori poi ha voluto fossi io a realizzare il tutto, ha cercato il prezioso tappo del pennarello per fare le incisioni, ha leccato la ciotola con la ganache avanzata, ha mostrato orgogliosa a tutti dicendo “l’ha fatto la mia mamma!!!”

Buon compleanno, a cento.

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¹Cit. Antoine de Saint-Exupéry

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